CHE COSA È UNA WEB RADIO
Web radio o radio on line è il termine che designa emittenti radiofoniche che trasmettono in forma digitale il proprio palinsesto attraverso Internet, sulla rete telematica, risultando accessibili dai personal computer che vi sono collegati. In alcuni casi si tratta di radio tradizionali, ricevibili via etere in FM, che ampliano il proprio raggio di ascolto ripetendo le trasmissioni in linea; in altri casi, come nel caso di Radio Nuovevoci si tratta di emittenti, amatoriali, che mettono a disposizioni i propri programmi esclusivamente per una fruizione su Internet. L'audio delle trasmissioni viene inviato sotto forma di flusso dati audio compresso che viene definito streaming e che deve essere temporaneamente decodificato sul computer ricevente da un'apposita applicazione, solitamente un lettore multimediale. Gli utenti possono direttamente fruire on line i file senza previo scaricamento su PC. Su internet c'è una estrema facilità con cui i siti si possono aprire o chiudere. Non è perciò possibile tenere una statistica: il M.I.T. nel 2002, calcolò 27.000 web radio stabilmente funzionanti sul web ma ora si stima che si siano moltiplicate. La trasmissione radiofonica via Internet è sicuramente quella più nota: bastano pochi click per ascoltare una radio sul web. La radio via Web ha notevoli vantaggi: arriva in ogni angolo del mondo con una spesa irrisoria, è semplice da realizzare e gestire ma soprattutto è interattiva. Il pubblico può infatti intervenire velocemente senza dover ricorrere al telefono ma semplicemente usando forum, chat ed e-mail. Inoltre, da non sottovalutare la possibilità di ascoltare in streaming, ossia in qualunque momento ci si connetta al web la trasmissione preferita, senza necessariamente vincoli orari. Secondo un recente studio americano dal 2000 ad oggi il numero degli ascoltatori via Internet è cresciuto di oltre il 340%, ma la crescita è destinata ad aumentare in maniera esponenziale. Oggi come oggi il 90% delle utenze internet (secondo dati ufficiali) sono con il sistema “flat”, ossia col pagamento di una quota fissa mensile e la possibilità di restare connessi alla rete per tutte le 24 ore del giorno, mentre ormai la quasi totalità delle zone a più alta densità abitativa sono state raggiunte dall’ADSL o dal cablaggio.
ASPETTI DI CRESCITA PUBBLICITARIA
Tale aspetto è senza dubbi inevitabilmente legato anche alla possibilità di comunicazione pubblicitaria. Per globalizzazione si intende l'unione di globale e locale: è un termine figlio della net-economy usato nell'e-business per descrivere la capacità delle aziende che competono su internet di restare fortemente radicate nella realtà locale, pur essendo capaci di affrontare con successo il mercato globale. Una delle caratteristiche delle comunità virtuali del web è quello di essere globali, ovvero essere lontane geograficamente ma vicine come luogo di interessi, il tutto rapportato ad una web radio si traduce in una globalizzazione del luogo di fruibilità della radio (ovvero un computer connesso al web in una qualunque parte dell'Italia o del mondo) e una forte localizzazione dell'ascoltatore. Tecnicamente, la musica viene trasmessa da un server (paragonabile in questo caso ad un ripetitore terrestre), con possibilità di trasmissioni dal vivo o in differita. A prima vista i due mezzi, la radio tradizionale e la web radio si presentano con delle caratteristiche per certi versi antitetiche. La differenza fondamentale riguarda in primo luogo il grado di copertura dell’utenza, cioè il numero di utilizzatori e fruitori, forse (almeno in questa fase) molto maggiore per la radio tradizionale. Ma questo, fortunatamente, vale solo su scala geograficamente limitata. Estendendo il discorso su scala planetaria, la presenza in rete assicura un allargamento della possibile fascia d’utenza che, teoricamente, si estende a tutto il mondo connesso. Così, un programma radiofonico in lingua italiana, grazie ad Internet, può facilmente riuscire a superare i limiti geografici ed essere ascoltato da utenti sparsi praticamente in tutto il mondo.
LE POTENZIALITÀ DELLA WEB RADIO
Sicuramente la web radio sarà il futuro, in quanto con le nuove tecnologie che permetteranno la connessione a banda larga anche dalle automobili e mentre si sta in giro, l’utente avrà la possibilità di ascoltare la radio ad alta qualità e con un sistema migliore di quello attualmente prodotto dalle radio via etere che già si stanno muovendo per attivare il web come alternativa. La radio italiana sta indubbiamente cambiando volto e finalmente si apre alle nuove tecnologie e alle esigenze della società. La web radio è il futuro. È la radio che valica le frontiere e le linee di confine perché può essere trasmessa e ascoltata in qualsiasi parte del mondo, purché ci sia una connessione internet e voglia di creare. È un sogno di libertà e di comunità La radio è decisamente sbarcata su internet. Basti vedere come le principali emittenti locali e nazionali si sono attrezzate per offrire agli utenti la possibilità di ascoltare la propria programmazione anche in streaming, sfruttando al meglio le potenzialità del web, mentre anche i principali quotidiani politici hanno creato delle web radio accanto alla diffusione cartacea e al sito web (si pensi al sito de “La Repubblica” e de “Il sole 24 ore”). Internet è una delle fonti di ascolto alternative più apprezzate soprattutto fra i giovani e in futuro lo sviluppo della radio appare strettamente legato al web. La ricerca “La radio oltre la radio”, condotta da Ncp Ricerche, evidenzia che, tra le fonti alternative di ascolto della radio, internet si colloca al secondo posto con il 15,4% degli utenti (pari a una stima di oltre 5 milioni di ascoltatori), dietro il lettore cd portatile, che resta lo strumento più utilizzato con il 18,6%. Inoltre, grazie anche alla tecnologia Skype, anch’essa in costante, rapida espansione è possibile collegarsi senza alcuna spesa in ogni parte del mondo via telefono ed effettuare collegamenti in tempo reale.
Vorrei aprire una web radio: qual è la normativa SIAE?
Per regolarizzare l’attività di webcasting (simile a quella delle tradizionali emittenti radiofoniche, per la presenza di un palinsesto e l’assenza di interattività) è necessario sottoscrivere la specifica Autorizzazione della SIAE, che prevede tariffe diversificate in relazione alla quantità di musica presente all’interno del palinsesto della web radio e a criteri soggettivi del soggetto titolare del sito. La diffusione in simultanea attraverso le reti telematiche di programmi radiofonici (simulcasting) effettuata da imprese, che già svolgono l’attività di diffusione via etere, via cavo o via satellite, e per questo sono già in possesso di una specifica autorizzazione della SIAE, è disciplinata attraverso l’estensione degli accordi in materia di diffusione radiofonica e televisiva, da richiedere alla Sezione Musica Emittenza della SIAE. Nell’autorizzazione, che viene rilasciata in nome e per conto dei titolari del diritto d’autore (autori ed editori), non sono compresi i "diritti connessi" che spettano ai produttori fonografici e agli artisti interpreti ed esecutori per l’utilizzazione, rispettivamente, delle loro registrazioni e delle loro prestazioni artistiche (artt. 72 e segg. Legge 633/41). Per poter effettuare qualsiasi tipo di duplicazione, (compreso quello realizzato per il caricamento dei file sul server) utilizzando direttamente o indirettamente registrazioni protette dalla legge è quindi necessario ottenere la preventiva autorizzazione delle case discografiche. WebRadio L'autorizzazione per le webradio è rivolta ai soggetti titolari di siti che hanno come unico contenuto musicale una programmazione predefinita in cui l'utente non può in alcun modo accedere a contenuti musicali on demand. L'Autorizzazione prevede distinte tariffe per le seguenti categorie: – web radio commerciali: sono tali quelle che danno luogo a introiti diretti o indiretti attraverso il sito o sono inserite in siti che promuovono attività commerciali o professionali, servizi, prodotti. – webradio istituzionali o di organismi pubblici: sono tali se appartenenti a fondazioni, onlus, istituzioni, enti locali e non generano in capo ad essi alcun vantaggio commerciale diretto o indiretto. – web radio personali: sono tali le web radio presenti su siti di persone fisiche, privi di introiti e di finalità commerciali, anche indirette. Cominciamo dalle web radio commerciali: Premessa: se una web radio genera un utile inferiore ai 3000 euro annui, al lordo dell’articolo 4 della normativa, si considera radio comunitaria o di organismo pubblico. Se la vostra radio rientra ancora in questa categoria, sappiate che pagherete: il 2% dei vostri introiti, se la musica dura solo il 25% del totale trasmesso (6 ore su 24) il 5% dei vostri introiti, se la musica dura dal 25% al 75% del totale trasmesso (da 6 a 18 ore su 24) il 7% dei vostri introiti, se la musica dura oltre il 75% del totale trasmesso (più di 18 ore su 24) Più le quote per il sito internet, che sono direttamente proporzionali alle visite. 130 € + 12 € ogni 100.000 visite se la musica dura solo il 25% del totale trasmesso (6 ore su 24) 170 € + 12 € ogni 100.000 visite se la musica dura dal 25% al 75% del totale trasmesso (da 6 a 18 ore su 24) 200 € + 12 € ogni 100.000 visite se la musica dura oltre il 75% del totale trasmesso (oltre 18 ore su 24) Subito sotto, c’è una postilla inquietante: (*) Pagine viste al mese: media delle pagine web generate dall’apertura del media player nel corso di un mese. Che cosa vuol dire? Credo intendano la generazione della pagina web del sito internet da cui si può sentire il flusso audio, ovvero quante visite riceve il sito che fa ascoltare la musica. E’ ridicolo porre una tassa sulle visite., senza contare che se voglio, la tua radio la ascolto senza passare dal tuo sito, e questo rende inutile tutto. ATTENZIONE: questa postilla è MOLTO incerta, occorre informarsi bene, in base anche alle modalità di streaming e al tipo di player che si posiziona sul sito, in quanto essere gabbati per una scorretta interpretazione della postilla è il massimo… Proseguiamo con le web radio comunitarie e di organismi pubblici: 65 € + 6 € ogni 100.000 visite se la musica dura solo il 25% del totale trasmesso (6 ore su 24) 85 € + 6 € ogni 100.000 visite se la musica dura dal 25% al 75% del totale trasmesso (da 6 a 18 ore su 24) 100 € + 6 € ogni 100.000 visite se la musica dura oltre il 75% del totale trasmesso (oltre 18 ore su 24) Con la stessa postilla delle radio commerciali. Mentre le web radio personali: 240 € all’anno se puoi farti ascoltare al massimo da 30 persone in contemporanea 480 € all’anno se puoi farti ascoltare da più di 30 persone in contemporanea Si suppone che le “persone” siano gli IP diversi che possono ascoltarti… IL COPY-LEFT Il Concetto di Copy-left, nasce nel 1989, dal gioco di parole che compongono il termine copyright (termine di lingua inglese che letteralmente significa diritto di copia), e tende a individuare un modello alternativo di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali, l'autore indica che l'opera può essere utilizzata, diffusa e/o modificata liberamente, purche' riconosciuta la paternita' del prodotto. I primi esempi di "Libera Diffusione" si sono verificati a meta' degli anni '80 in ambito software, quando il pioniere per eccellenza del software libero, Richard stallman, inizio' a lavorare al progetto gnu (GNU is Not unix – "GNU non e' Unix"), ovvero la creazione di un sistema operativo completamente libero. Il motivo che lo spinse a intraprendere questo progetto, fu sostanzialmente, il cambio in ambito software dalla realta' degli anni 70, dove il software era usato in modo molto simile all'attuale software libero, senza però nessuna regola scritta che ne sancisse le modalità d'uso e utilizzato da molte compagnie private, dove i programmatori non erano quasi mai soggetti a un contratto di non divulgazione, al 1980 dove, la quasi totalità del software in circolazione era stato sostituito dal software proprietario. Stallman, cominciando a confrontarsi con le conseguenze del cambiamento, si rese conto che l'avvento del software proprietario aveva l'effetto di impedire ai programmatori di collaborare tra loro. Per questo motivo e spinto da altri progetti, nel 1983 Richard Stallman comincia a sviluppare il sistema con il preciso intento di creare un OS che permettesse a chiunque di vederne il codice, di modificarlo, di eseguirlo e di condividerlo con gli altri liberamente. Ad oggi non e' stata rilasciata alcuna release, tantomeno il sistema ha raggiunto una stabilita' che ne permetta l'utilizzo in un ambiente di produzione. Nel 1990 il Sistema GNU aveva al suo interno un editor di testi estensibile, un compilatore, con funzioni di ottimizzazione e la maggior parte delle librerie e delle utility di un sistema Unix standard oltre che sistemi multimediali. Era praticamente un sistema completo, mancava però il componente centrale, il kernel. Nel 1991, un tale dal nome di Linus torvalds (Rivoluzionario Per Caso, come il titolo della sua biografia) scrisse un kernel che chiamo' linux e lo distribuì sotto licenza GNU gpl (GNU General Public License); grazie all'interesse di molti programmatori coordinati dallo stesso Torvalds attraverso internet, nel 1992 il Sistema GNU e il kernel Linux vennero combinati in un unico sistema, chiamato GNU/Linux, distribuito con licenza GNU GPL. Come si applica il copyleft: La pratica comune per raggiungere lo scopo di imporre la libertà di copia e distribuzione di una creazione o di un lavoro, compresi tutti i suoi derivati, è quella di distribuirlo con una licenza. Una licenza di questo tipo tipicamente garantisce a chiunque possegga una copia di un lavoro le stesse libertà del suo autore, incluse le quattro libertà basilari indicate da Stallman: 0. la libertà di usare a propria discrezione e di studiare quanto ottenuto 1. la libertà di copiare e condividere con altri 2. la libertà di modificare 3. la libertà di ridistribuire i cambiamenti e i lavori derivati Queste libertà, in ogni caso, non assicurano che un lavoro derivato sarà distribuito sotto le stesse condizioni illimitate; per far sí che il lavoro sia sotto licenza copyleft occorre che la licenza si assicuri che il possessore della copia derivata la possa distribuire solo con lo stesso tipo di licenza. Altre condizioni aggiuntive che possono eliminare possibili impedimenti per l'uso libero, la distribuzione e la modifica delle copie sono: Assicurarsi che la licenza copyleft non possa essere revocata; Assicurarsi che il lavoro e le sue versioni derivate siano distribuite in una forma che ne facilitino le modifiche (per esempio nel caso del software questo equivale a richiedere la distribuzione del codice sorgente e che la compilazione di questi possa avvenire senza impedimenti di sorta, quindi chiedendo la distribuzione anche di tutti gli script ed i comandi utilizzati per tale operazione); Assicurarsi che il lavoro modificato sia accompagnato da una descrizione per identificare tutte le modifiche apportate all'opera originaria mediante manuali utente, descrizioni, ecc. Più comunemente, queste licenze copyleft, per avere qualche tipo di efficacia, hanno bisogno di usare in modo creativo le regole e le leggi che disciplinano le proprietà intellettuali, per esempio quando si tratta della legge sul copyright (che è il caso principale) tutte le persone che in qualche modo hanno contribuito al lavoro protetto dal copyleft devono divenire co-detentori del copyright di quel lavoro ed allo stesso tempo rinunciare ad alcuni dei diritti garantiti dal copyright, per esempio rinunciare al diritto di essere l'unico distributore delle copie di tale lavoro. La licenza non deve essere altro che un metodo per raggiungere gli scopi del copyleft; la licenza dipende dalle leggi che governano le proprietà intellettuali e poiché queste leggi possono essere differenti in diversi paesi, allora la licenza può essere differente a seconda del paese in cui è applicata in modo da adattarsi al meglio alle leggi locali. Per esempio in alcuni stati può essere accettabile la vendita di software senza garanzia (come indicato negli articoli 11 e 12 della licenza GNU GPL versione 2.0), mentre in altri, come in molti stati europei, non è possibile non fornire nessuna garanzia su un prodotto venduto, per queste ragioni l'estensione di queste garanzie sono descritte in molte licenze di copyleft europee (vedere la licenza CeCILL, una licenza che permette l'uso della GNU GPL – art. 5.3.4 della licenza CeCILL – in combinazione con una garanzia limitata – art. 9). Testo tratto da Ed. AcidoClub
CREA IL TUO PROGRAMMA SU NUOVEVOCI
Come fare? Ecco alcuni semplici passi (speriamo di essere esaurienti altrimenti contattateci pure):
1 – Munirsi di un microfono per pc (in media costano dai 3 ai 10 euro…dipende dalla qualità)
2 – Munirsi di un software per la registazione audio: ce ne sono alcuni gratis in rete ( Audacity) oppure, il migliore in circolazione, Sonic Acid (versione 4.0:molto semplice – versione 5.0:più complessa) facilmente reperibile su alcuni programmi di file-sharing (es.emule)
3 – Realizzare il programma DIVERTENDOSI da soli o insieme ad altri amici
4 – Salvare il programma in mp3 (sempre attraverso i software di registrazione appena citati)
5 – Inviare l'mp3 all'indirizzo e-mail: marman31@hotmail.com oppure radionuovevoci@libero.it
Ricorda: per inserire le canzoni con licenza creative commons (e quindi non iscritte alla Siae) all'interno del tuo programma puoi scaricarle daJamendo oppure da Garage Band.
Cosa aspetti?
