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La più bella del mondo? Oggi non è la Costituzione…

Per giorni non si è parlato d’altro. La sera di lunedì 17 dicembre ha un nome: “La più bella del mondo”. Roberto Benigni ritorna in televisione e lo fa a RaiUno con un elogio al documento che più di tutti dovrebbe rappresentare la gente: la Costituzione. Dovrebbe rappresentare l’Italia ed il suo popolo. Dovrebbe “proteggere” come dice Benigni la libertà dei cittadini italiani. Soprattutto nei periodi più bui. Quelli che insomma stiamo attraversando al giorno d’oggi.

Sembrerebbe tutto bello insomma. Quello che si riesce a scorgere dall’inizio nell’incipit di Benigni è la solita manifesta critica verso i personaggi che ormai da secoli popolano la nostra classe politica. E vabbè, in fin dei conti come dargli torto. Anche se ormai la critica feroce è diventata di moda. Tuttavia, c’è da ricredersi. Si, perchè nel proseguio del suo racconto e nell’elogio della nostra Costituzione, nel racconto dei principi che dovrebbero ispirare il nostro agire e quello di chi ci rappresenta, si legge un velato incitamento: “Popolo, è tutto scritto qui: c’è la Costituzione, siamo al sicuro”. Siamo al sicuro? Sembra tanto un incitamento a non agitarsi, a fidarsi ancora una volta della solita, noiosa, vecchia classe politica.

I tempi sono duri, la situazione del nostro paese è difficile, per alcuni sembra quasi irreversibile. Ed allora per i più dietrologici è possibile che un pensiero attraversi la mente: “Vuoi vedere che…?”. E’ da persone negative vedere logiche inesistenti nascoste dietro una parola, dietro una battuta. O dietro un sorriso. Ma in fondo chi meglio di Roberto Benigni può permettersi di tranquillizzare un popolo agitato, allo sbaraglio, per il delicato momento che stiamo vivendo? Sembra quasi l’abbiano messo apposta lì sul quel palco. Sembra che qualcuno gli abbia detto: “Roberto, vai e tranquillizzali. Fai si che credano in qualcosa di concreto”. Concreto si, ma che non hanno. Che non abbiamo.

Appellarci alla Costituzione oggi è un miraggio, probabilmente lo continuerà ad essere nei prossimi anni. Quel che resta sono tante belle parole, tanti principi, tanti valori spiegati in maniera esemplare e aiutati da una sorriso quà e da una battuta là. In questo lo sappiamo, Roberto Benigni è un maestro e non c’è bisogno che venga ribadito. E probabilmente domani mattina, per strada, tra i commenti della gente, questo resterà: “Che bravo è stato Benigni ieri sera. Che belle parole…”.