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Francesco De Gregori a Ravello: “Il mio cambiamento è la canzone”

di Carlo Carillo

Francesco De Gregori incontra il suo pubblico 

Nell’incantevole location di Villa Rufolo a Ravello, lunedì scorso, si è svolto un interessante “incontro” tra Francesco De Gregori e il suo pubblico.

Un evento promosso all’interno del folto programma del Ravello Festival 2013, grande kermesse musicale che ogni anno si svolge nel paesino che sormonta la costiera amalfitana.

Insieme al cantautore sul piccolo palco allestito per l’occasione c’era Marino Sinibaldi, giornalista e direttore di Radio 3, che ha appunto chiacchierato con l’autore.

De Gregori 2

De Gregori inizia a parlare del suo rapporto con la musica, di come è cambiato nel corso di una carriera, che dura da quarant’anni: “L’arte prescinde dall’età anagrafica. Molti pensano che un autore esprima al meglio la sua arte, quando è giovane, soprattutto tra i 25 e i 30 anni, non è così. Io oggi, addirittura, sono diventato più ritmico, rispetto a prima. Penso a molte canzoni che ho scritto negli ultimi dieci anni e credo che siano migliori di quelle datate. Poi c’è chi si ricorda di canzoni come Rimmel, Buonanotte Fiorellino ed è un piacere che sia così.”

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L’importante è scrivere – “Credo che più canzoni si scrivano, più c’è il rischio di fare una bella canzone. E’ così, quando scrivi poco e senza ispirazione scrivi, invece, delle brutte canzoni. Come un calcolo delle probabilità, poi la canzone deve essere divertimento, entertainment, sennò non è una bella canzone. Una canzone può parlare di tutto, può essere influenzata da un amore o più semplicemente dalla politica.”

La canzone – “La canzone ha la forza e dignità per diventare letteratura. Ora non è più come prima, sono cambiate tante cose, anche con l’avvento della rete. Mi ricordo che suonavo per un pubblico ristretto in un piccolo locale romano dove, però, c’era un forte interscambio musicale, culturale, con altri cantautori sia italiani che stranieri, spesso americani. Venivano in Tour ad esibirsi per i vari locali e, attraverso questo scambio di informazioni veniva facile costruire canzoni. Questo è un mestiere che si impara praticandolo.”

De Gregori - villa rufolo

De Gregori e internet – “Fino a qualche anno fa se vedevo un video su youtube che mi rappresentava mi arrabbiavo. Dicevo: “Ma chi gli ha dato il permesso?”. Oggi non è più così, appena fai qualcosa la troverai in rete. E’ come se un pittore volesse far vedere una sua tela solo a pochi, non può farlo, la vedranno tanti. E questo è per me un fatto positivo, c’è più opportunità di diffondere la propria musica e al modo che si vuole. Tutto questo va sfruttato. Per esempio le grandi radio commerciali, non passano i cantautori. Si assumono grosse responsabilità quei programmatori perché penso che sia ingiusto. Il pubblico radiofonico deve conoscere l’attuale pianeta musicale dei cantautori.”

De Gregori 3

Il cantautore romano non ha mai avuto grande feeling con i suoi fan e spiega il suo cambiamento: ” Fino a qualche anno fa non avrei mai fatto un incontro del genere. Il mio pensiero era che essendo un professionista il mio rapporto col pubblico iniziava e finiva con uno spettacolo, chi applaudiva, chi fischiava e poi basta. Invece Lucio Dalla mi ha fatto capire che un rapporto più leggero, primaverile con i collaterali della musica avrebbe aiutato anche me stesso ad espandermi. Due anni fa non mi sarei mai sognato di fare una fotografia o firmare autografi, avevo tutta una mia ideologia che non sto qui a raccontarvi. Poi – con una battuta – prima ero cattivo, ora ho ricominciato a fumare e sono diventato più buono, ma non ditelo a nessuno”

Terminata la chiacchierata arrivano domande e spunti dal pubblico a cui De Gregori non si sottrae e  lancia una sua nuova ispirazione: “Visitando Ravello e i suoi posti fantastici da turista, essendo questo un paese di pescatori, marinai…potrei farci una canzone, magari proprio sulla paga dei marinai”.De Gregori 4 - pubblico

 

pubblico - ravello festival - de gregori

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